giovedì 15 maggio 2008

Lo spettro del Peak Oil

il Peak Oil è vicino. James Schlesinger, ex presidente della commissione atomica, direttore della CIA lo ha detto nel settembre scorso. Il petrolio sta per raggiungere il suo massimo picco di produzione, raggiunto quello è discesa libera, tanti saluti. Reinventarsi la produzione energetica, e anche velocemente. Bisognava pensarci una ventina d'anni fa, visto che, quando l'interesse chiama, si riescono a fare previsioni di consumo sulle materie prime con almeno tre-quattro lustri d'anticipo. Reinventarsi l'energia, reinventarsi l'economia, senza fare i furbi, come i canadesi, che hanno provato a sfruttare le sabbie catramose (dalle quali si produce un petrolio ultra nocivo e inquinante), fermate fortunatamente da Ecojustice. Qualcuno ci prova, almeno ne parla, a cambiare le cose. Il ministro degli esteri britannico David Miliband, il governatore dello stato di New York David Paterson, raccolgono l'allarme. Gli ambientalisti inglesi, invece, hanno ideato le Transition Towns, città di transizione. Rob Hopkins, fra i fondatori, ha appena pubblicato "The transition Handbook", un manuela per passare indenni alla fase post-petrolifera. E' compito di ogni azienda preoccuparsi di agevolare questo passaggio. Noi ci impegneremo!

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